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AMINOACIDI RAMIFICATI (BCAA): FANNO MALE? LE RICERCHE NEGANO

BCAA

Ancora troppo spesso si sente parlare di ipotetici danni arrecati dall'utilizzo di integratori alimentari naturali. Una delle dicerie più diffuse riguarda i presunti danni a carico del fegato causati dall'assunzione degli aminoacidi ramificati (BCAA), ovvero leucina, isoleucina e valina.

Gli Aminoacidi BCAA fanno parte del gruppo dei nove aminoacidi essenziali (EAA) e, fra tutti i possibili prodotti da citare, sono proprio quelli che presentano il minor rischio per il fegato.
Questo perché il loro assorbimento avviene per una via metabolica particolare che aggira completamente il fegato: i BCAA vengono assorbiti a livello intestinale ed entrano direttamente nel circolo ematico.

Quindi già una rapida lettura di un qualsiasi testo di biochimica dovrebbe fugare qualsiasi dubbio, ma se questo non bastasse è possibile citare un interessante studio pubblicato nel 2011.

In questo studio vengono presi in considerazione gli effetti di una somministrazione orale di aminoacidi BCAA in pazienti affetti da cirrosi epatica compensata e scompensata, una patologia che già di per sé compromette fortemente la funzionalità dell’organo in questione.
In particolare, i ricercatori hanno cercato di capire come questa somministrazione potesse agire sull’incidenza dell’epatocarcinoma e di altri eventi a livello epatico.

Lo studio contava 211 soggetti totali di cui 56 hanno ricevuto la somministrazione orale di 12 grammi al giorno di BCAA per circa 6 mesi, mentre i restanti 155 hanno fatto da gruppo di controllo.

Nel gruppo BCAA i ricercatori hanno evidenziato una minore insorgenza di epatocarcinoma rispetto al gruppo di controllo e un tasso di sopravvivenza significativamente più alto, giungendo alla conclusione che la supplementazione orale di integratori alimentari di aminoacidi ramificati BCAA in pazienti con cirrosi possa essere associata a una incidenza ridotta di carcinoma epatico e che sembra prevenire eventi correlati al fegato.

Valutando le conclusioni di questo studio fatto su soggetti con una funzionalità epatica fortemente compromessa e vedendo che l’integrazione con BCAA parrebbe contrastare gli effetti negativi della patologia stessa, viene spontaneo pensare che in un soggetto sano, e che per di più si allena regolarmente, questo integratore non possa assolutamente essere correlato ad eventi negativi a livello del fegato stesso.

Questa sembrerebbe una ulteriore conferma di quello che si afferma da anni e cioè che gli aminoacidi a catena ramificata non sono dannosi a livello epatico, e possono essere particolarmente utili per migliorare il recupero e la performance sportiva in tutta sicurezza.

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