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L'IMPRESA DI PAOLO GARINDO

Paolo Garindo – 45enne e banchiere di Olgiate Olona – è riuscito a completare l’Ultra Tour Monte Rosa percorrendo 155 km con quasi 10 000 m di dislivello. Quando verso la fine di maggio hanno annullato l’Ultra Tour Monte Rosa a causa dell’emergenza Covid, Paolo non ci ha pensato due volte e ha deciso di affrontarla lo stesso in solitaria! La sua avventura è iniziata all’alba con partenza da Alagna e si è conclusa la sera dopo in sole 44 ore e 26 minuti.


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Come mai hai deciso di partire per questa avventura?

Ero iscritto all’Ultra Tour Monte Rosa che sarebbe dovuto partire ai primi di settembre 2020. Quando a maggio hanno deciso di annullarla, ero molto triste e volevo a tutti i costi avere un obiettivo per non vanificare la preparazione che stavo già portando avanti con estrema dedizione già dai primi dell’anno (durante il lockdown avevo fatto arrivare a casa mia un tapis roulant che faceva il 25% di pendenza di salita e il 5% di discesa, una domenica avevo perfino guardato tutta la nuova serie della Casa di Carta correndo). Ho così deciso che l’avrei fatta da solo, in completa autonomia.

Mi alleno sempre da solo anche su lunghe distanze e anche di notte (ai primi di luglio avevo fatto 102 km con 6.500 metri di dislivello in Val D’Ayas in 20 ore) per cui era solo questione di programmare il “giro”.

Hai avuto dei momenti di paura o sconforto? 

Sconforto mai! Ero più preoccupato prima di partire per via del meteo avverso: ho dovuto rimandare la partenza di due giorni per l’importante perturbazione di quel week end. Ho deciso quindi di partire da Alagna una volta avesse smesso di piovere, conscio che avrei trovato neve, ghiaccio e torrenti ingrossati dai due giorni di pioggia e neve.

Avevo fatto una rapida ricerca su internet per verificare se in passato ci fossero state frane in quella zona e non ho trovato nulla di rilevante. Inoltre, le lastre del sentiero Walser che porta da Alagna a Macugnaga con il ghiaccio diventano molto scivolose e la temperatura era di alcuni gradi sotto lo zero per cui dovevo fare molta attenzione a non scivolare. Conosco molto bene quel sentiero per cui non ho avuto problemi particolari al di la di qualche scivolata.

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Ho avuto paura di non poter proseguire una volta raggiunto il Passo del Moro sopra Macugnaga perché c’erano 15-20 cm di neve fresca e non conoscevo il sentiero che portava a Saas Fee in Svizzera e molti segnavia erano coperti dalla neve e il sentiero in alcuni punti è molto esposto. Tuttavia sono stato agevolato dalla bellissima giornata di sole, era appena sorto e mi sono aiutato anche con il GPS che, senza nuvole, è molto più preciso.

Un momento di paura è stato sicuramente il tratto lungo 16 km che da Saas Fee porta ad Hanningalp. Un tratto molto esposto con pareti a precipizio sulla valle e caratterizzato da innumerevoli passaggi attrezzati. C’erano da superare oltre alle due frane “storiche” anche un paio di frane recenti che, a causa delle recenti piogge, mi avevano detto che avrebbero potuto creare dei problemi. Soffro di vertigini, per cui ho dovuto fare ricorso a tutte le mie energie mentali per superare quel tratto, tant’è che invece di metterci 3 ore ce ne ho messe quasi 6!

Che emozione hai provato una volta arrivato?

Correre in totale solitudine tra quelle montagne e dover essere pronto a gestire ogni minimo imprevisto per non perdere mai il controllo è stata l’esperienza più bella di tutta la mia vita, all’arrivo ero sicuramente molto felice, ma per qualche attimo anche un po' triste perché era finita la mia avventura.

Dopo tanta fatica, come fai a recuperare?

Devo dire che ero molto in forma, l’ultima salita che ho fatto da Gressoney al Col D’Olen (1.100 metri d+) è stata la più veloce di tutte, per cui non ero particolarmente stanco, al di la dei dolori al ginocchio che mi perseguitano. Arrivato alla macchina ho preso R2 della Enervit e il Full Recovery all’arancia rossa che mi aveva consigliato Max del Vitaminstore di Milano Piero della Francesca. Ho guidato da Alagna fino a casa in provincia di Varese e ho mangiato un piatto di pasta. Per due settimane ho fatto un po' bike in casa e ora sono pronto per una nuova avventura.

Che consiglio ti senti di dare a chi vorrebbe cimentarsi nell’impresa?

Al di là del fatto che non bisogna mai sottovalutare la montagna, anzi sempre portare rispetto, perché può sempre succedere qualcosa d’imprevisto all’improvviso, bisogna preparare nei minimi dettagli tutto: in primis documentarsi sui sentieri non conosciuti e dove reperire l’acqua, studiando il percorso e le eventuali vie di fuga con l’aiuto delle mappe online, poi curare l’alimentazione, portando oltre a gel e barrette anche cibi ricchi di energia e leggeri, come papaya disidrata e anacardi. Infine l’abbigliamento, bisogna essere adeguatamente attrezzati ai repentini cambiamenti metereologici che in alta montagna sono frequenti.

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Quale sarà la tua prossima sfida?

Dopo questa bellissima esperienza, ho capito che le gare di Trail Running tradizionali forse non fanno per me, troppa confusione. Lo scorso anno ho finito il Tor 130 ma l’esperienza dell’UTMR da solo è di altro livello. Sicuramente le farò ancora (a giugno 2021 sono iscritto alla LUT 120 km) ma per prepararmi ad un’impresa più sfidante, sempre in totale solitaria, il Tor Des Geants ad agosto 2021.

11/11/2020 Staff Vitaminstore
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