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DIPENDENZA DA CARBOIDRATI

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Gli integratori alimentari possono aiutare nella dipendenza da carboidrati?
Ci sono persone per cui i carboidrati sono la più grande tentazione e non riescono proprio a farne a meno: chiunque ne abbia un bisogno disperato probabilmente soffre di una vera e propria dipendenza, nota in gergo medico-alimentare come craving da carboidrati.

Carboidrati e dieta mediterranea
La dieta mediterranea prevede un apporto calorico giornaliero di carboidrati variabile tra il 55-60%, con un consumo di carboidrati semplici non superiore al 10% dell'energia giornaliera totale.
Pertanto considerando il fabbisogno giornaliero tipico di un adulto mediamente sedentario - circa 2000 kilocalorie al giorno - è necessario ingerire almeno 300 grammi di carboidrati al dì. Inoltre tenendo conto che i carboidrati forniscono l’energia di cui il nostro corpo necessita per affrontare tutte le attività quotidiane, è importante fare in modo che questi non manchino mai nella dieta.
I problemi in termini di linea e salute sorgono soltanto nel momento in cui il normale bisogno di carboidrati si trasforma in una necessità impellente e irrefrenabile tipica di chi ha una dipendenza da carboidrati, che fortunatamente può essere ridotta attraverso l’uso di integratori.

Che cos’è il craving da carboidrati?
Si tratta di una vera e propria dipendenza, cioè una ricerca continua e compulsiva di tutti gli alimenti ricchi di carboidrati, semplici e complessi, per via del loro potere saziante in grado di placare il senso di fame e gratificare al tempo stesso anche mente e anima, generando una forte sensazione di euforia e piacere.

Perché i carboidrati piacciono così tanto?
Perché contribuiscono alla produzione indiretta di alcuni neurotrasmettitori del piacere come la serotonina e le beta-endorfine che, appunto, risvegliando nell’organismo piacevoli sensazioni di benessere, fanno bene all’umore.

E perché si sviluppa dipendenza?
Dopo essere stati assorbiti e consumati dal nostro corpo per produrre energia, i carboidrati generano un senso di vuoto non solo fisico ma anche interiore, così la ricerca dell’appagamento conduce a colmare questo vuoto mangiando altri carboidrati.
Il desiderio pressante di carboidrati tende generalmente ad accentuarsi nella seconda parte della giornata, e ha in realtà un’origine profonda, quasi depressiva, che non può certamente essere ricercata nella semplice mancanza di volontà del soggetto che ne soffre.

Quali sono le conseguenze?
È noto a tutti che assumere un quantitativo eccessivo di carboidrati non faccia assolutamente bene. Ecco un breve elenco dei rischi:
· Rallentamento del metabolismo
· Il circolo vizioso carboidrati-insulina: un consumo eccessivo di carboidrati semplici causa un rapido innalzamento della glicemia innescando l'immediata secrezione di insulina da parte del pancreas, che agisce provocando il rapido accumulo e deposito dei grassi nelle riserve adipose e assecondando un veloce ingresso del glucosio nelle cellule grasse e muscolari. A questo punto entra in gioco la cosiddetta ipoglicemia che stimolando la fame spinge a un più alto consumo di cibo. Per questo motivo l’assunzione massiccia di carboidrati è considerata una delle principali cause di sovrappeso e dell’insorgenza di altre patologie a esso correlate come il diabete.
· Le malattie coronariche e i risvolti psicologici della dipendenza: secondo una ricerca dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, un consumo eccessivo di carboidrati ad alto indice glicemico, per via dell’aumento dei livelli di zucchero, insulina e trigliceridi nel sangue e della riduzione del colesterolo buono, potrebbe aumentare il rischio di malattie coronariche, soprattutto nelle donne.
· a lungo andare, potrebbero emergere anche problemi di ansia e insonnia con le loro inevitabili conseguenze.

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